“E l’à inventà
el pandoro”

Il pandoro, prodotto con il quale si identifica quasi tutta la storia dell’azienda Melegatti, è il risultato di un’invenzione, testimoniata da un brevetto industriale e contraddistinta da una data precisa: è il 14 ottobre 1894. L’inventore fu un geniale pasticcere veronese, Domenico Melegatti, la cui fantasia creativa trovò espressione nell’ideazione di prodotti alimentari (dolci soprattutto, ma non solo) inconsueti e quasi sempre gratificanti.

L’edificio dove era situata la pasticceria di Domenico Melegatti. Venne ristrutturato negli anni ’20 da Virgilio Turco e trasformato nella “Casa del Pandoro”

Il 20 marzo 1895 il Ministero di Agricoltura Industria e Commercio del Regno d’Italia rilasciò un “attestato di privativa industriale della durata di anni tre per un brevetto designato col titolo Pandoro (dolce speciale)”. In realtà, il brevetto consolidò e formalizzò un prodotto che circolava con successo già da qualche tempo e, anzi, suscitava polemiche. Su l’Arena del 21 e 22 marzo 1894 (sei mesi prima del brevetto) comparve un avviso pubblicitario che annunciava il nuovo prodotto: “Il Pasticcere Melegatti…avverte la benevola e numerosissima sua clientela di aver allestito un nuovo dolce per la sua squisitezza, leggerezza, inalterabilità e bel formato l’autore lo reputa degno del primo posto nomandolo Pan d’oro.” A proposito di questo annuncio dell’Arena va osservato che il nome del prodotto non era ancora quello definitivo: venne scritto diviso, composto da tre parole, e con l’apostrofo. Il nome unico venne attestato per la prima volta sul brevetto di ottobre.

L’annuncio di Domenico Melegatti sull’Arena del 21-22 marzo 1894.

Il pandoro ebbe subito una folta schiera di imitatori. Il 24 maggio 1896 Can da la Scala, il giornale satirico della città, pubblicò una caricatura di Domenico Melegatti accompagnata da una quartina in rima baciata:

 

 

 

“El sta de fassa a S.Giovanni in Foro
E l’à inventà el pandoro
E i pastisseri da la rabia muti
I l’à voludo simiotarlo tuti”.

 

 

 

Melegatti, che aveva probabilmente un certo gusto teatrale e una sicura inclinazione per le relazioni pubbliche, pensò di sfruttare il momento favorevole lanciando un’insolita sfida: invitò i pasticceri che fabbricavano un dolce simile al suo a divulgare la “vera ricetta” del Pandoro: a chi fosse stato in grado di presentarsi egli avrebbe dato in premio la somma di mille lire. Melegatti vinse la sfida: nessun pasticciere si presentò.

 

Il pandoro è un’invenzione originale, ma la sua ispirazione è ben radicata nella tradizione veronese legata al Natale. L’usanza antica voleva che, la notte di vigilia, le donne si riunissero nelle cucine delle corti per preparare il “levà” (un impasto di farina, latte e lieviti) ed attendere l’alba. Domenico Melegatti partì dalla ricetta dal levà, arricchendolo e alla fine trasformandolo: aggiunse lieviti, mise più burro, aumentò la dose delle uova ed al contempo eliminò ciò che riteneva potesse essere superfluo e controproducente ad una perfetta lievitazione dell’impasto.

La forma del pandoro com’era ai
primi del ‘900.

forma stampo per pandoro meegatti

Il vecchio stampo
del pandoro.

Non solo il dolce,
ma anche lo stampo…

 

Anche i caratteristici stampi a piramide tronca con base a stella furono una creazione di Domenico Melegatti. E fu proprio mentre sperimentava un nuovo stampo a stella che, secondo la leggenda familiare, un garzone, di fronte alla prima fetta del nuovo dolce illuminata da un raggio di sole, esclamò stupito: “l’è proprio un pan de oro”.

 

Il nuovo dolce subì un grande successo e in breve tempo conferì nuove dimensioni all’attività di Domenico Melegatti: è per questo motivo che il 1894 può essere assunto come punto d’origine dell’azienda Melegatti.

Annuncio pubblicitario anni ’50.